Recensione di L’amante perduta di Shakespeare di Felicia Kingsley

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Titolo: L’amante perduta di Shakespeare
Autore: Felicia Kingsley
Editore: Newton compton
Genere: Thriller domestico
Pagine: 320
Anno: 2025

Non leggo spesso romance.
Non leggo spesso romance italiani.
E questo è il primo libro di Felicia Kingsley che mi capita tra le mani.

Insomma: ero completamente impreparata. L’ho iniziato senza sapere praticamente nulla, convinta di trovarmi davanti a una storia d’amore in piena regola. E invece, mi ha spiazzata.

Ma anche conquistata. Se siete curiosi, trovate il libro QUI

Trama: 

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Nick Montecristo ha ventisei anni e ha già vissuto nove vite. Evaso dal carcere in cui era rinchiuso grazie all’aiuto di un generoso e astuto mentore, Nick si reinventa ancora una volta nei panni di ladro di opere d’arte su commissione. La sua cultura, il suo ingegno e l’indiscusso fascino sono preziosi sul campo e lo rendono sin da subito uno dei più desiderati del settore.

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Il primo committente che richiede i suoi servizi di “consulenza” è un ricco collezionista inglese di libri rari. Nick dovrà recuperare per lui una delle poche e ambite copie del First Folio di Shakespeare, che anni prima gli è stata soffiata con l’inganno da un barone-rivale. Ora che quest’ultimo è deceduto e i suoi beni sono passati al figlio, è il momento giusto per pareggiare i conti. Nick si reca così nella villa del barone sul Lago di Como per portare a termine la sua missione. Ha un piano preciso e accurato, solo che non ha messo in conto l’intromissione di Angelica, un’imprevista contendente all’eredità. Giovane, bellissima e impulsiva, Angelica è determinata a prendersi ciò che è suo e trascinare Nick nella soluzione di un enigma che potrebbe rivelarsi più grande di loro. E il ladro gentiluomo potrebbe trovarsi seriamente distratto dall’avvenente ereditiera…

Recensione:

Nick Montecristo ha 26 anni, è evaso dal carcere e adesso fa il ladro di opere d’arte su commissione (e sì, ha più vite di un gatto). Il suo primo incarico è recuperare una copia rarissima del First Folio di Shakespeare, nascosta in una villa sul Lago di Como. Ma non ha fatto i conti con Angelica, erede impulsiva e testarda, che trascinerà Nick in un mistero più grande di loro.

Quando ho iniziato a leggere, mi aspettavo un romance puro. E invece la prima parte mi ha un po’ spiazzata: dove stava andando la storia?

Poi, come spesso succede con i libri che ti sorprendono, tutto ha preso forma. E nella seconda metà, l’ho letteralmente divorato.

Il mistero è costruito bene, ci sono colpi di scena piazzati al punto giusto e l’indagine sul First Folio e sulla figura di Emilia Bassano è davvero affascinante.

Kingsley non è Dan Brown né Glenn Cooper, ma riesce comunque a tenere in piedi una narrazione coinvolgente e dinamica.

Due linee temporali che si alternano senza confondere, personaggi ben delineati (Nick è carismatico al punto giusto, Angelica è un bel peperino), e uno stile che ti fa andare avanti “ancora una pagina”.

In conclusione:

Non era il romance che mi aspettavo.

Ed è proprio questo il motivo per cui l’ho apprezzato così tanto.

Ora però sono curiosa: qual è, secondo voi, il romance da cui partire per conoscere davvero Felicia Kingsley? Scrivetemelo nei commenti, perché sono pronta a darle un’altra possibilità… ma questa volta con aspettative completamente diverse!

Giorgia @gioianbook



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