di Virginia Feito
Titolo: Victorian Psycho
Autore: Virginia Feito
Editore: Mercurio Books
Genere: Gothic Horror
Pagine: 202
Anno: 2025

È il Natale del 1858 quando Winifred Notty arriva a Ensor House, un’elegante dimora nella campagna inglese. Apparentemente impeccabile e professionale, la giovane governante nasconde invece un’anima tormentata e oscura. Dopo anni di rancore e risentimento, Winifred sta solo aspettando il momento giusto per realizzare finalmente il proprio terrificante piano di vendetta.
Fonte immagine e trama: Feltrinelli.it
Mi sono imbattuta in questo libro durante il Festival del Fantasy tenutosi a Napoli questo novembre passato ed ho subito pensato “questo libro sta bene nella mia libreria”
L’ho letto proprio durante le vacanze di Natale, il che mi ha permesso pienamente di immaginarmi nella villa della famiglia Pounds.
Mentre leggevo questo libro il mio cervello ha fatto per l’ennesima volta ciò che gli viene più semplice: associare. E così paragonavo Miss Notty a Phoebe Waller-Bridge, la protagonista della serie tv Fleabag.

Fonte immagine: Pinterest
Perché proprio Fleabag?
A leggere le congetture dell’istitutrice, ho percepito tutta la rottura della quarta parete, tipico della serie menzionata. Il tono poi è molto intimo, quasi come fossimo minuscole pulci all’interno della sua mente in grado di percepire ogni suo pensiero, e lei, come una psicopatica che si rispetti, si rivolge a noi, presenti in carne ed ossa, al suo fianco.
La protagonista
Da ogni paragrafo riusciamo a capire quanto sia disturbata Winiefred. Le macabre similitudini, a tratti disgustose ma vivide più che mai, rischiarano quanto una mente sana non riesca a sopportare tutto il caos presente all’interno di una tutt’altro che equilibrata.
Al di là del personaggio principale, si percepisce quanto ci sia di rivoluzionario nei suoi gesti. Lei ha premeditato un piano impeccabile, artista persino nei momenti d’improvvisazione – vedi l’episodio dello scambio del bambino, un turbine di avvenimenti improbabili e agghiaccianti che fanno esplodere il cervello a chiunque pensi quanto potrebbe mai esserci di attuabile in una situazione simile – ricca di freddezza di connessione tra pensiero e azione.

Una critica alla società vittoriana
Se consideriamo il perché delle azioni di Winnifred, non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla frivolezza e superficialità della famiglia Pounds: un padre libertino e per lo più assente, una madre dedita solo a ciò che gli altri pensano di lei e alla considerazione che ha la società della sua famiglia, di conseguenza i figli si trovano a crescere in un ambiente dove l’apparenza e le usanze della società sono la cosa che più conta.
Allo stesso tempo veniamo trasportati, sempre attraverso i pensieri della protagonista, direttamente nel suo passato. Si sciolgono allora, man mano che la storia va avanti, i nodi e il perché sia potuto accadere che una bambina divenisse da adulta, una psicopatica omicida.
Se all’inizio tutto sembra offuscato e annebbiato, al contrario, verso la fine, ogni cosa diventa nitida.
Che dire dello stile di scrittura della Feito
L’autrice utilizza poi uno stile di scrittura caotico, appositamente ingarbugliato, tanto da farci sentire estranei e interni ai pensieri in prima persona. A tratti ci disorienta e non si capisce cosa si stia leggendo, altri momenti invece è perfettamente chiaro il grado di pazzia che pervade le pagine. Una degna resa di quanto sia meglio non sentirsi a casa tra questi pensieri. Winifred Notty è stata infatti definita dalla critica, un’esatta fusione tra Patrick Bateman e Mary Poppins.


A sinistra Christian Bale che interpreta Patrick Bateman nel film American Psycho – Mary Harron, 2000
A destra Julie Andrews che interpreta Mary Poppins nel film musical Mary Poppins – Robert Stevenson, 1964
Fonte immagini: Pinterest
Alcune considerazioni da tenere a mente prima di leggerlo
Sarà sicuramente vero che ogni libro è percepito da lettore a lettore in maniera differente. Per questo lo sconsiglio vivamente ai deboli di stomaco e alle menti quadrate, perché in quella della protagonista non c’è neanche solo l’ombra di un confine.
Sara @libricitante


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