Un matrimonio perfetto: Recensione del Thriller di Jeneva Rose

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di Jeneva Rose

Titolo: Un matrimonio perfetto
Autore: Jeneva Rose
Editore: Newton Compton Editori – collana King
Genere: Thriller
Pagine: 320
Anno: 2025

un matrimonio perfetto di jeneva rose

Eccomi qua, ancora una volta a parlare di un libro di Jeneva Rose. Probabilmente mi avrete sentito parlare di La vacanza perfetta letto giusto quest’estate. Ebbene posso dichiarare che i libri dell’autrice sono decisamente utili se per caso state attraversando il famigerato blocco del lettore e non riuscite a leggere proprio niente, ed ora vi spiego il perché.

Fonte immagine e trama: https://tidd.ly/4b3Zufw

Trama

Sarah Morgan è uno degli avvocati difensori più famosi e potenti di Washington DC. A soli trentatré anni, è stata nominata socia dello studio in cui lavora, e la sua vita non potrebbe andare meglio. Purtroppo, lo stesso non si può dire di quella del marito Adam. Adam è uno scrittore in crisi. Non ha mai avuto particolare successo nel suo campo, e il matrimonio con Sarah comincia a essere fonte di frustrazione, dato che la moglie è sempre impegnata. Così, Adam inizia un’appassionata relazione extraconiugale con una donna di nome Kelly Summers. La situazione precipita quando Kelly viene trovata morta nella seconda casa di Adam e Sarah, dove i due amanti erano soliti trascorrere le loro notti clandestine. Adam viene subito accusato dell’omicidio, e Sarah si fa avanti per difenderlo. Ma sarà in grado di dare il meglio di sé, battendosi per scagionare l’uomo che l’ha tradita? E soprattutto: Adam è davvero innocente?

Ora, perché Jeneva Rose ci fa uscire dal blocco del lettore?

Generalmente, i suoi libri sono brevi (circa 300 pagine), capitoli corti, a volte anche di una sola pagina e il cambio POV ci spinge ad andare avanti e avanti e avanti alla scoperta della trama e dei suoi sviluppi. La tecnica è quella di inserire piccoli colpi di scena, micro-rivelazioni alla fine di alcuni capitoli per suscitare la curiosità del lettore. Ed è ovvio che funziona, perlomeno, con me ha funzionato due volte su due! 

La trama è semplice, senza troppe complicazioni, articolata il giusto per cercare di disorientare chi legge, portandolo a fare prima delle semplici congetture, in seguito dei ripensamenti. I personaggi non hanno una forte caratterizzazione, ma non è essenziale affinché ci si goda comunque il libro.

Tuttavia..

Un matrimonio perfetto non è stato entusiasmante quanto La vacanza perfetta. Ma penso di sapere il perché.

Prima di tutto, avendo già avuto esperienza di un libro dell’autrice, ci si aspetta che il filo logico sia lo stesso: narrazione in prima persona, quindi inaffidabile – presentazione dei protagonisti apparentemente innocui  – sviluppo degli eventi e insorgenza di nuovi personaggi correlati – colpo di scena finale inaspettato. Dal momento che però ci si aspetta esattamente questo stile di scrittura, viene meno proprio il colpo di scena finale. Se avessi letto questi due libri in ordine inverso, è probabile che le mie recensioni avrebbero mantenuto lo stesso ordine cambiando semplicemente il titolo. Ciò non significa che smetterò di leggere l’autrice, anzi. Il genere che attribuisco a questo tipo di libro penso si possa definire una sorta di comfort thriller, quelli che leggi in spiaggia, o appunto, sull’amaca, per rilassarti e sì, per uscire dal blocco del lettore.

Anche i personaggi incarnano l’americano medio:

Adam, scrittore in declino alle dipendenze economiche della moglie, insoddisfatto del suo matrimonio cerca consolazione altrove usufruendo comunque dei vantaggi economici che questo suo matrimonio gli porta;

Sarah, avvocata affermata, dedita alla propria carriera, più brava dei suoi colleghi dell’altro sesso e orgogliosa. Sa quel che vuole, indossa abiti firmati e ovviamente ha un passato burrascoso;

Kelly è una ragazza semplice, più giovane e carina di Sarah, ma anche lei non così angelica come si vuol far credere;

Lo sceriffo e i suoi colleghi, li includo tutti in una sola categoria perché sono definiti esattamente nello stesso modo, tutti: arroganti, corrotti, irascibili e pieni di segreti;

Anna, Bob e Matthew, anche loro inclusi dei cliché da comfort thriller: la migliore amica quasi ossessionata da Sarah, il collega rivale ma non troppo e l’amico omosessuale con spiccate doti investigative.

Concluderei comunque affermando che, il fatto che questo libro, come altri simili, permetta di uscire dal blocco del lettore, è uno dei punti che giocano a favore di questo genere. Pertanto consiglio vivamente a chi sta attraversando questo tormentato momento, di prendere un comfort thriller da 4 euro, prepararsi una bella tisana, andare in spiaggia o altro (dipende dal momento dell’anno) e immergersi in un libro di Jeneva Rose.

Per altri consigli come questo, trovate i miei articoli correlati qua sotto su instagram.

Sara @libricitante



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