Giorgia – Le supercritiche
Titolo: La ragazza dello Sputnik
Autore: Murakami Haruki
Editore: Eidaudi
Genere: Narrativa – realismo magico
Pagine: 216
Anno: scritto nel 1999 – in commercio in Italia dal 2001
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Una trama sospesa tra sogno e realtà

“Con tutte le persone che vivono su questo pianeta, e se ognuno di noi cerca qualcosa nell’altro, perché alla fine dobbiamo essere così soli? A che scopo? Forse il pianeta continua a ruotare nutrendosi della solitudine delle persone?”
Fonte immagine: Amazon.it
Il romanzo segue Sumire, una giovane aspirante scrittrice, con la testa perennemente tra le nuvole e un cuore perduto per Miu, una donna più grande, enigmatica, affascinante.
A raccontare la storia è un narratore senza nome, maestro elementare e migliore amico di Sumire, da sempre innamorato di lei in silenzio. Una voce che osserva, comprende, ma non sempre può agire.
Durante la lettura ho avuto la sensazione straniante che fosse la mia voce quella narrante. Come se stessi leggendo i miei stessi pensieri, quelli che non dico mai ad alta voce. È una voce che sa farsi sentire senza urlare, che accompagna il lettore tra i vuoti e i silenzi dei personaggi.
Un romanzo che ti trova
Fin dal primo capitolo, questa storia mi è entrata dentro.
Cercavo qualcosa che mi capisse, qualcosa che parlasse al mio senso di sospensione e alla mia solitudine, e l’ho trovato.
Le parole di Murakami colpiscono come fitte improvvise, taglienti ma sincere. Alcune frasi sembravano scritte apposta per me, per i miei silenzi, le mie attese, i miei “non detti”.
Mi sono ritrovata lì, insieme a quei personaggi persi, in cerca di un significato o forse solo di qualcuno che ascolti.
Una lettura da affrontare con il giusto stato d’animo
La ragazza dello Sputnik non è una storia semplice, né un banale romanzo d’amore. È un viaggio interiore nella malinconia, nei legami mancati, negli amori che sfiorano ma non si afferrano mai del tutto.
Per leggerlo bisogna essere pronti a stare in bilico, a lasciarsi attraversare dalla solitudine senza volerla per forza risolvere. Perché forse non tutto deve avere una spiegazione. Forse alcune storie servono solo ad essere sentite, a risuonare.
E ora?
So che questo è solo l’inizio del mio viaggio con Murakami.
La ragazza dello Sputnik mi ha trovata nel momento giusto, come fanno solo i libri che ti restano dentro.
Non vedo l’ora di scoprire cos’altro ha da raccontarmi questo autore, con il suo modo unico di intrecciare reale e irreale, amore e solitudine, presenza e assenza
Giorgia @gioianbook






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