Recensione di ‘La Catastrofica Visita allo Zoo’ di Dicker

la catastrofica visita allo zoo

Titolo: La catastrofica visita allo zoo
Autore: Joël Dicker
Editore: La nave di Teseo
Genere: Narrativa
Pagine: 269
Anno: 2025

Se vi aspettate un nuovo thriller alla Dicker, con misteri intricati, scrittori tormentati e segreti da svelare pagina dopo pagina… fermi tutti: La catastrofica visita allo zoo è un’altra storia.

E no, non è una critica. Anzi.

È una piacevole sorpresa, che ci mostra un lato diverso di Joël Dicker, in un libro breve, accessibile e sorprendentemente profondo.

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Trama: 

la catastrofica visita allo zoo di Joel Dicker edito da la nave di teseo

“Per anni, nella piccola città dove sono cresciuta, è rimasto impresso nella memoria degli abitanti il ricordo degli avvenimenti che ebbero luogo allo zoo locale un venerdì di dicembre, pochi giorni prima di Natale.

E per tutti questi anni, nessuno ha saputo cosa fosse realmente accaduto.”

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Alla vigilia di Natale, una visita scolastica allo zoo si trasforma in una catastrofe. Cosa è successo esattamente? I genitori di Joséphine, una bambina che ha preso parte alla gita e che sembra sapere molte cose, sono decisi a scoprirlo.

Diversi anni dopo, Joséphine, diventata adulta, decide di raccontare in un libro cosa è accaduto durante quella visita di classe, e nei fatidici giorni che l’hanno preceduta. Joséphine e i suoi compagni sapevano dal primo momento che non poteva essere stato un incidente, ma durante la loro indagine scoprono che una catastrofe non arriva mai da sola, le apparenze ingannano e le storie possono prendere una piega imprevedibile…

La catastrofica visita allo zoo è un romanzo divertente e a tratti commovente, che tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Una storia dalla tensione narrativa a cui ci hanno abituato i romanzi di Joël Dicker, che affronta temi universali, come la democrazia, l’inclusione, i rapporti tra genitori e insegnanti, ed è capace di stupire lettori di tutte le età.

Recensione

Una storia “speciale” per lettori di ogni età

Il romanzo ruota attorno a un gruppo di bambini “speciali”, che frequentano una scuola pensata proprio per accogliere chi, per mille motivi, non si incastra perfettamente nei canoni standard.

Un giorno, la scuola si allaga e questo evento innesca una catena di circostanze che porteranno a una gita allo zoo. Ma attenzione: non è la classica gita. Il finale sarà, come suggerisce il titolo, decisamente catastrofico.

Il racconto si snoda su due linee temporali: passato e presente si alternano per ricostruire come si è arrivati a quel giorno fatidico. E, soprattutto, cosa è successo davvero.

Uno stile leggero che sa colpire

Pur essendo scritto con uno stile semplice e snello, quasi da racconto lungo, questo libro non è affatto superficiale.

Dicker ci accompagna con naturalezza in un racconto che tocca temi importanti come:

la diversità e l’inclusione,
il sistema scolastico e le sue falle,
i pregiudizi e la paura del “diverso”,
il modo in cui la società etichetta chi si discosta dalla norma.

Un mix riuscito di ironia, dolcezza e malinconia, raccontato con la consueta penna elegante e scorrevole che caratterizza l’autore.

Una lettura veloce, ma non banale

Lo si legge in un paio d’ore: i capitoli sono brevi, il ritmo è rapido, la struttura narrativa funziona bene.
E anche se siamo lontani dai thriller più celebri dello scrittore (La verità sul caso Harry Quebert, per citarne uno), la tensione e la curiosità non mancano.
Certo, non aspettatevi colpi di scena da mozzare il fiato: qui si lavora di sfumature, emozioni e riflessioni.

Un libro sottovalutato?

Probabilmente sì.

Non è il suo romanzo migliore, ma è un esperimento riuscito, con un messaggio chiaro e una doppia chiave di lettura: adatto sia ai più giovani, sia agli adulti che non hanno paura di uscire dalla loro comfort zone.

E alla fine, Joël Dicker resta Joël Dicker: la scrittura resta intelligente, misurata, mai banale.

Un autore che sa cambiare pelle, e farlo con coerenza.

E voi? Lo avete letto?

Vi piacciono gli autori che si mettono in gioco con progetti diversi, o preferite che restino fedeli al loro stile?

Avete apprezzato questa deviazione narrativa o avreste preferito un nuovo giallo “alla Dicker”?

Parliamone nei commenti

Giorgia @gioianbook



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