Bret Easton Ellis e Le Schegge: Analisi di un Romanzo Controverso

le schegge bret easton ellis

di Bret Easton Ellis

Pubblicato nel 2023
da: Einaudi
Pagine: 752
Genere: Thriller

Ho comprato le schegge un anno fa, attratta dal bookstagram. L’aver scoperto che Bret Easton Ellis è l’autore di American Psycho – libro da cui è stato tratto l’omonimo film con Christian Bale protagonista, tra le mie pellicole preferite di sempre – ha contribuito a far salire le aspettative su questo romanzo. Quindi, dopo un recente “rewatch” del film in questione ho detto basta, mi sono finalmente decisa a leggere Le Schegge.

le schegge di bret easton ellis

La trama in breve: è il 1980 e Bret è un giovane di una Los Angeles ricca e benestante. Lui e i suoi amici sono all’ultimo anno di liceo e sono apparentemente felici con le loro feste in piscina, droga, alcol e vestiti griffati. In contemporanea a questo momento di pace apparente c’è un serial killer in città, detto il Pescatore a strascico, che si sta facendo strada. Ma non sarà certo lui ad interrompere la quiete di Bret e i suoi compagni, se non l’arrivo di un nuovo studente, Robert Mallory, affascinante, misterioso e forse anche pericoloso. Da qui in poi nulla sarà più come Bret se l’era immaginato e il delirio prenderà il sopravvento.

Partiamo dal principio: mi piace come scrive Bret. Ha catturato la mia attenzione da subito facendomi cadere nel suo tranello (chi ha letto il libro, sa). Ma è spesso ripetitivo su impressioni, fatti e date. Penso che il libro avrebbe perso almeno un centinaio di pagine se l’autore non avesse ripetuto così tante volte “nell’autunno del 1981” o “nella casa sulla Mulholland”, è ovvio che il lettore conosce la casa se già menzionata.

Il suo modo di descrivere il sesso, l’eccitazione e le pulsioni adolescenziali in maniera esplicita ricordano vagamente (per quel che ho letto) un certo Charles Bukowski, che in realtà non apprezzo come scrittura. Tuttavia il ricamo che Bret cuce sulla maggior parte delle scene mantiene comunque un ché di – passatemi il temine – delicato. Mentre Bukowski descrive le sue scene in maniera aspra, al contrario Bret ci trasmette quelle sensazioni di incertezza e inesperienza tipiche di un adolescente. Non tutte sono però descritte allo stesso modo. Il fatto che, pur usando termini espliciti, sappia dove e come collocarli, rende la scena più leggera e meno rude.

le schegge di bret easton ellis

Se invece analizziamo i protagonisti dal punto di vista psicologico viene fuori un disastro. Bret Ellis è una sorta di (anti)eroe della trama. Un po’ perché c’è un filo che lega l’autore al personaggio nel libro (è lui stesso), un po’ perché è così che è stata pensata l’opera. Lui ha voglia di combattere questo suo essere passivo, che lo spinge a farsi scivolare la vita addosso e a farsi accadere le cose, solo che ogni suo tentativo lo riporta irrimediabilmente al punto di partenza, tanto che questo suo comportamento diventa nel corso del libro anche fastidioso nei confronti sia del lettore che degli altri personaggi. Inoltre è paranoico e ossessivo, due elementi che, amplificati dalle droghe di ogni genere di cui fa uso, creano un cocktail perfetto per un thriller di questa portata. La sua relazione con Debbie è solamente di facciata per nascondere la sua omosessualità. Tutte le persone che ha attorno parlano di lui con altri, dei suoi segreti e ossessioni alle sue spalle. La cosa che più mi ha dato fastidio è proprio il non reagire. Si scoprirà poi che questo tratto passivo nei confronti degli avvenimenti è una caratteristica di tutto il suo gruppo. Robert Mallory è invece il personaggio più controverso del gruppo. Il tipico nuovo arrivato con un passato misterioso che abbaglia tutti con il suo fascino, tra l’altro descritto divinamente dall’autore. Ma è veramente chi dice di essere o è un perfetto bugiardo ed è riuscito ad ingannare tutta la Buckley?

Un’altra cosa che mi ha lasciata tanto interdetta è il fatto che c’è un serial killer in città e nessuno se ne preoccupa. Chi sta a casa da solo, chi non si rende conto di misteriose sparizioni di animali domestici ed effrazioni. Per tutto il libro vengono suggeriti indizi che lasciano presagire che succederà qualcosa a quel determinato personaggio, ma né il protagonista né quel personaggio danno il giusto peso. Ma come? Qualcuno ti lascia un poster nella buca delle lettere o trovi i mobili di casa in una diversa disposizione e non ti fai delle domande? 

Il finale invece lo sto ancora elaborando, cercando di capire e di rimettere insieme i pezzi, gli indizi, le briciole che sia Bret protagonista che Bret autore lasciano negli ultimi capitoli. Libera interpretazione o meno, avrei preferito qualcosa di più esplicativo.

Infine, essendo amante degli 80’s, durante la mia lettura ho riscoperto tante chicche musicali e cinefile di cui ho piano piano preso nota. Vienna degli Ultravox è decisamente la colonna sonora di quest’opera, e ancora una volta, Bret riesce a trasmettere le sensazioni che questo brano può suscitare. Su Spotify trovano tante playlist dedicate a questo libro. 

Era stato l’agosto in cui Mtv aveva cominciato a trasmettere video musicali, ma nessuno di noi  aveva la più pallida idea di dove si sarebbe arrivati – Video Killed the Radio Star dei Buggles era stato il primo videoclip trasmesso dal canale, e nonostante conoscessimo la canzone e avessimo ascoltato l’album da cui era tratta, The Age of Plastic, non avevamo capito in quale ardita premonizione si sarebbero trasformati quella canzone e quel video”

Oltre a questi easter eggs, l’autore ci delizia di diversi pilastri della letteratura americana (Joan Didion, Stephen King, J. D. Salinger, John Steinbeck).

In realtà vorrei dire molto di più su questo libro ma concludo dicendo che Le schegge è arrivato, Bret Easton Ellis è arrivato dove voleva arrivare. Col senno di poi, a distanza di alcuni giorni ho capito che il suo scopo era turbare il lettore in ogni maniera. 

E ci è riuscito, eccome se ci è riuscito.

Sara @libricitante



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